La bibbia del cinquecento

Biblia sacra ex Santis Pagnini tralatione, sed ad Hebraicae linguae amussim novissime ita recognita, et scholiis illustrata, ut plane nova editio videri possit. Accessit praeterea Liber interpretationum Hebraicorum, Arabicorum, Graecorumque nominum, quae in sacris literis reperiuntur, ordine alphabetico digestus, eodem authore

a cura di Miguel Servet, trad. di Miguel Servet, Lugduni, Hugues de La Porte, 1542



[6], 267 [ma 269], [39] cc.: romano, ill.; 4º.

Sante Pagnino, domenicano del convento fiorentino di San Marco e maestro di Giovan Francesco Pico della Mirandola, testimonia con la sua traduzione latina l'interesse della città di Firenze verso la lingua e la cultura ebraica e verso la Bibbia. Questa traduzione, molto aderente al testo originale ebraico, rappresenta uno dei vari tentativi che si registrano in area cattolica per offrire una versione latina della Scrittura che si ponga come un'alternativa rispetto alla Vulgata, e resta un punto di riferimento per molte edizioni successive. Nella versione di Pagnino (Lyon 1528) si introduce la suddivisione del testo per versetti numerati, mutuata dalla Bibbia ebraica di Rabbi Natan del 1448. Quello che qui si pubblica è un esemplare della seconda edizione, introdotta da una lettera di Michele Serveto, eretico antitrinitario spagnolo, curatore della revisione della versione del Pagnino.

Segnature: *6 a–z8 A–B8 C10 D–K8 L4 Aa–Dd8 Ee6.

Il titolo dell'opera sul frontespizio, trascritto in caratteri capitali e minuscoli, tondi e corsivi, si dispone su più righe, al di sotto delle quali campeggia la marca tipografica di Hugues de La Porte: in essa è raffigurato un armigero che esce dal tempio di Giano trasportando due battenti lignei con su scritto il motto: «Libertatem meam mecum porto». Diversi capolettera silografici, abitati da figurine o decorati a serti floreali, cornucopie e volute, ornano episodicamente il testo, composto su due colonne.

L'esemplare Guicc 1.2.14 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, in discreto stato di conservazione, è rilegato in cuoio e assi di legno, con dorso a sette nervature e impressioni in oro; il taglio è rosso, marmorizzate le sguardie. Sulla prima carta di guardia vi sono alcune note manoscritte a penna e matita, di mano diversa, seguite dalla trascrizione di alcune pagine della Historia Michelis Serveti (Helmstadt 1727), opera del teologo tedesco Heinrich von Allwörden, che impegnano le due carte successive e le quattro finali. Sul frontespizio, sotto la data di stampa manomessa, resta una nota di possesso manoscritta a penna e quindi cassata, da cui è leggibile solo «1614». Qui e alla carta Ee6v compare inoltre il timbrino ad olio della Libreria Religiosa Guicciardini.

Impronta: e.t. sto– o–as– biet (3) 1542 (R).

Fonti:
La Bibbia. Edizioni del XVI secolo, a cura di A. Lumini, Firenze 2000, pp. 34-35
La Bibbia a stampa da Gutenberg a Bodoni, Catalogo della mostra tenuta a Firenze, 8 ottobre–23 novembre 1991, a cura di I. Zatelli, iconologia a cura di M. Gabriele, Firenze 1991, p. 139