La bibbia del cinquecento

La Biblia quale contiene i sacri libri del Vecchio Testamento, tradotti nuovamente da la hebraica verità in lingua toscana da Antonio Brucioli. Co' divini libri del nuovo testamento di Christo Giesu signore et salvatore nostro. Tradotti di greco in lingua toscana pel medesimo

a cura di Antonio Brucioli, Impresso in Vinegia, ne le case di Lucantonio Giunti fiorentino, 1532

2 voll.: vol. I: [6], 321, [1] cc.; vol. II: [4], 88 cc.; romano, ill.; 2º.

Prima edizione della traduzione italiana della Bibbia realizzata da Antonio Brucioli nel 1532. Pur non disdegnando di confrontarsi anche con la traduzione di Sante Pagnino dell'Antico Testamento e con quella di Erasmo del Nuovo Testamento, il Brucioli si basò soprattutto sui testi originali per realizzare la propria traduzione, che presenta i libri non compresi nel canone ebraico in una sezione a parte ed è strettamente aderente alla “lettera”. La traduzione del Brucioli venne messa all'Indice per il suo riflettere idee cardine della Riforma.
Segnature: vol. I: +6 A–Z8 AA–QQ8 RR10 (c. RR10 bianca); vol. II: ++4 Aa–Ll8.

Degna di nota è la parte iconografica dell'edizione giuntina: il frontespizio, già attribuito a Lorenzo Lotto (1480-1556), si inquadra in una equilibrata cornice silografica istoriata con nove soggetti biblici. L'Apocalisse è illustrata da una serie di ventuno silografie, incise con tutta probabilità da Matteo da Treviso su copia di quelle realizzate da Hans Holbein per l'edizione del Nuovo Testamento di Lutero (Basilea, 1523); vivaci capilettera, con motivi per lo più antropomorfi, aprono gustose finestre che bilanciano a margine la compatta densità della pagina scritta; la grande marca tipografica giuntina sigilla infine il verso dell'ultima carta del secondo volume. Nel recto della stessa (c. Ll8r) si trova il colophon.

L'esemplare qui pubblicato, proveniente dal fondo Guicciardini della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Guicc. 1.3.12 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), ha subito interventi di restauro ed è ora rilegato in tutta pelle, con dorso a sei nervature e taglio spruzzato di rosso. Purtroppo mutilo delle tre carte iniziali, incluso il frontespizio, e del fascicolo Ll contenente il testo dell'Apocalisse e le silografie di Matteo da Treviso, reca in apertura una nota a matita che rimanda, per un esame della cornice del frontespizio, alla bibbia del Marmochino, e segnala le lacune codicologiche esistenti. L'esemplare presenta errori di composizione del volume che interessano i libri Nm, Rm, Cor I. A integrazione delle parti mancanti, all'esemplare sono allegate diciotto foto tratte dalla copia conservata presso la Bibliothèque Nationale de France (Impr. Rés A363), che pubblichiamo. Nel recto e nel verso della carta ++1, e alla carta RR9v ricorre il timbrino a olio della Libreria Religiosa Guicciardini.

Impronte: vol. I: ++++ utne meno gite (3) 1532 (R); vol II.: 8..5 o–n– teu– move (3) 1532 (R).

Fonti:
La Bibbia. Edizioni del XVI secolo, a cura di A. Lumini, Firenze 2000, pp. 79-80
E. Barbieri, Le bibbie italiane del Quattrocento e del Cinquecento. Storia e bibliografia ragionata delle edizioni in lingua italiana dal 1471 al 1600, 2 voll., Milano 1992, pp. 246-250
La Bibbia a stampa da Gutenberg a Bodoni, Catalogo della mostra tenuta a Firenze, 8 ottobre–23 novembre 1991, a cura di I. Zatelli, iconologia a cura di M. Gabriele, Firenze 1991, p. 129